12ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
- Parrocchia

- 19 giu
- Tempo di lettura: 11 min

(Mt 10,26-33)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Nei Vangeli noi troviamo spesso Gesù che parla a grandi folle, ma alcune volte Lui non si rivolge a tutti, ma a un gruppo ristretto, quello dei Suoi discepoli, e il brano evangelico che noi oggi ascolteremo, come anche quello che abbiamo ascoltato la scorsa domenica, sono presi da un discorso che Gesù ha riservato ai discepoli e quindi direttamente anche a noi oggi. Ricordiamo cosa ci ha detto la scorsa domenica.
Andate, annunciate a tutti che il Regno dei Cieli è giunto, il mondo ha cominciato a cambiare, ha avuto inizio un mondo nuovo, quindi dite a tutti che non devono esitare, devono accogliere subito questo nuovo mondo. E poi ci ha detto anche qual era il compito che noi avremmo dovuto svolgere, curare le tante malattie di cui afflitta l'umanità, corruzione, violenza, ingiustizie, miserie di ogni tipo. E' un mondo malato quindi quello che noi siamo inviati a curare.
A volte sento qualche cristiano che si lamenta perché dice che missione difficile dobbiamo svolgere, guarda che mondo, tutti pensano solo a se stessi, cercano di divertirsi, fanno ciò che gli piace e basta. Insomma, che cosa ti aspettavi? Di incontrare un mondo perfetto già in ottima salute? Allora Gesù non ci avrebbe inviati a curarlo. In questo discorso rivolto ai discepoli Gesù ha specificato anche come ci dobbiamo presentare.
Niente borse con denaro, non due tuniche, non i sandali soprattutto, niente armi, neppure il bastone che era l'arma di difesa del povero. Insomma il discepolo deve essere privo di tutto ciò su cui invece deve poter contare chi vuole avere successo in questo mondo. Deve avere il potere, il denaro, le armi, deve avere proprio tutto ciò che Gesù invece ha proibito ai suoi discepoli. Il discepolo ha un'unica arma, un'unica forza che però è irresistibile, ci dice Gesù, la parola del suo Vangelo, non altro. E infine ci ha detto che cosa ci dobbiamo attendere. Non aspettatevi applausi, approvazioni, una festosa accoglienza! Preparatevi perché vi verrete a trovare come agnelli in mezzo a lupi.
“Siate quindi prudenti come serpenti ma semplici come colombe”. Di fronte all'immane missione di cambiare il mondo e poi alle prospettive poco incoraggianti che li attendevano, credo che i primi discepoli non potevano che essere colti da paura e qualcuno forse ha anche pensato forse è meglio che io accantoni tutti i sogni di gloria che avevo coltivato fin qui, forse è meglio che io molli tutto e torni a Cafarnao a pescare. L'Evangelista Matteo ha scritto questo discorso di Gesù proprio per noi.
Ci ha detto se vuoi seguire Cristo metti in conto la paura, sarà il tema di questa domenica, la paura. La prima reazione che tu avrai sarà quella di avere paura della proposta che Gesù ti fa. Se non sperimenti la paura vuol dire che non hai capito cosa ti chiede, dove ti vuole portare. La paura quindi la devi mettere in conto ma fa attenzione, se ti lasci vincere da questa paura metti via il pensiero di diventare discepolo. Tu rimarrai un ammiratore di Cristo, praticherai qualche devozione, qualche pia pratica, anche qualche opera buona, ma non ti lascerai coinvolgere pienamente nella sua proposta di mondo nuovo, non sarai un vero discepolo. Adesso, come superare l'inevitabile paura che noi sperimenteremo?
Sentiamo cosa ci dice Gesù. “Non abbiate paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze”.
Non abbiate paura. Come mai abbiamo paura? Cos'è che ci spaventa? Proviamo a rifletterci e la prima paura che noi sperimentiamo non viene da fuori, viene da dentro, è che non ci sentiamo adeguati a svolgere il compito che Gesù ci ha affidato. E diciamo: ma come faccio io ad andare a proporre agli altri il Vangelo se io stesso sono così tentennante nell'accoglierlo? Come posso annunciare agli altri l'uomo nuovo quando io sono il primo a seguire ancora i criteri della mondanità, il modo di ragionare e di vivere di tutti? Ho paura a rinunciare al mio egoismo, ad aprire il cuore al perdono, all'amore incondizionato anche a chi mi ha fatto del male? Poi ho paura come tutti a rinunciare ad accumulare i beni, ho paura a condividerli con i poveri, insomma sono ancora legato al mondo vecchio e faccio fatica a staccarmi.
Mi fido e non mi fido della parola di Gesù e a volte mi chiedo ma non sarà meglio che anch'io mi adegui a ciò che fanno tutti e che mi goda un po' la vita senza pensare troppo agli altri? Non sarà meglio che io ceda anche a qualche compromesso e se faccio certe rinunce alla fine non avrò poi dei rimpianti? Eccola la paura che viene da dentro ed è la più forte. Che risposta ci dà Gesù? L'abbiamo sentita? Ci ha detto. Verrà un giorno in cui nulla rimarrà nascosto, tutto sarà svelato, nulla rimarrà segreto, tutto sarà conosciuto, intendeva dire.
Quando si spegneranno le luci della scena di questo mondo allora si vedrà chi ha indovinato la vita e chi l'ha sbagliata. Punta sulla mia proposta e non ti pentirai perché il teatro dell'Effimero chiude, la commedia illusoria delle glorie di questo mondo finisce, poi rimane la verità, le tue opere di amore erano nascoste, la gente di successo, le persone ammirate erano altre. Tu non avere paura di essere un perdente agli occhi di questo mondo, fidati, scegli ciò che io ti propongo.
Un giorno le tenebre si dissolveranno e quando sulla vita di ogni uomo brillerà la luce del giudizio di Dio, l'unica luce che alla fine rimane, allora tutti vedranno che tu avevi fatto la scelta giusta. Questa è la prima paura, la più forte, ma ce n'è un'altra, è quella di uscire e di incontrare la tenebra del mondo, è la tenebra di cui tu hai paura perché sei sicuro che non ti capiranno, diffideranno delle tue parole, rifiuteranno la proposta di vita nuova che tu fai. E come ti comporti tu di fronte a questa paura? Pensaci, tu preferisci tenere per te il Vangelo che ha dato senso alla tua vita, tu ti arrocchi nel tuo mondo, nelle tue sicurezze spirituali e rinunci a svolgere la tua missione di essere un apostolo che porta il Vangelo nella tenebra del mondo.
Ecco la paura di presentarti come un credente, la paura che ti porta a nascondere la tua identità di cristiano, la paura che hai di ragionare in modo diverso dagli altri perché temi di essere ritenuto un retrogrado, un’oscurantista, uno sprovveduto, uno che non ha ancora assimilato il pensiero dominante, non ha recepito le conquiste della mentalità moderna. Come vincere questa seconda paura? Gesù ti dice ciò che io vi ho detto nella tenebra annunciatelo nella luce. Tendeva a dire chi ha la luce del Vangelo non deve temere il confronto con la tenebra, la luce ha sempre la meglio sulla tenebra.
Se tu sei in una stanza illuminata e fuori è notte, quando tu apri la finestra non è la tenebra che entra, è la luce che esce, la luce vince sempre. Non temere la tenebra del mondo, il Vangelo ha una luce più forte. C'è un'altra paura dalla quale il discepolo non si deve lasciar condizionare, sentiamola.
“E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima”. Quando qualcuno ci confida il suo timore che gli possa capitare qualcosa di spiacevole, cos'è che noi facciamo? Cerchiamo di rassicurarlo, tranquillo, vedrai che non ti capita niente. Gesù invece ti dice se tu porterai avanti la missione che ti ho affidato, metti in conto che qualcosa di sicuro ti capita, anzi preoccupati se non ti capita, se ti lasciano in pace vuol dire che tu non hai disturbato nessuno, vuol dire che tu ragioni, parli, vivi come tutti e quindi ti lasciano tranquillo. Tu lo sai che se predichi certi valori che oggi non vanno di moda, tu dai fastidio e se poi li vivi anche questi valori infastidisci ancora di più.
Metti in conto quindi che chi si oppone al mondo nuovo e vuole perpetuare il mondo vecchio può anche essere portato a ucciderti. Sono i martiri del Vangelo e oggi sono tanti, i più non li conosciamo, li conosce soltanto Dio. Chi denuncia ingiustizie, chi in nome del Vangelo si schiera dalla parte dei deboli, dei poveri, degli oppressi, chi sfida quelli che oggi chiamiamo i poteri forti, deve mettere in conto che la paga.
Pensiamo ai tanti santi, ai tanti martiri, pensiamo a Oscar Romero, è con la paura. Oggi probabilmente non arriveranno a ucciderci, no, ma ci troveremo certamente però di fronte a false accuse, derisioni e marginazioni, proprio perché sei un credente e vivi secondo il Vangelo. Pensiamo per esempio a certe incomprensioni dolorose all'interno della propria famiglia, certi sorrisini anche bonari, ma che fanno molto male.
Pensiamo ad esempio il figlio che dice alla mamma “cosa continui ad andare in chiesa la domenica, sta in casa, riposa. Cosa sono queste storie della religione? Sono rimasugli, vestigia del medioevo in cui nessuno poi finisce per crederci, roba senza senso, vedi che le chiese si stanno svuotando, i giovani non li vedi più.” Ecco, questi sorrisini, che sanno quasi di compatimento, fanno molto male.
Gesù ci dice mettili in conto, tu sei coerente. Però facciamo attenzione, perché spesso ciò che è deriso non è il Vangelo, ma certe pratiche religiose obsolete, certe credulonerie che non hanno più alcun senso, da questi sorrisini lasciamoci purificare. Ma quando la tua testimonianza di vita è coerente, è evangelica, metti in conto anche l'incomprensione, anche l'incomprensione dei tuoi familiari, dei tuoi amici.
Questa incomprensione l'ha sperimentata anche Gesù, ha avuto l'opposizione dei suoi familiari. Ecco la risposta che Gesù dà a questa paura. Ci dice rifletti che male ti possono fare coloro che sono contrari alla missione che tu stai svolgendo, possono offenderti, deriderti e possono anche toglierti la vita, però nessuna violenza potrà mai privarti dell'unico bene che conta, l'unico che nessuno ti può togliere, che è la vita divina che tu hai ricevuto dal Padre del Cielo, la tua identità di vero discepolo, nessuno la può cancellare. Ti potranno fare del male, certo, ma non potranno mai rovinare la tua persona, la tua vita non dipende da loro.
Adesso Gesù ci dice di chi invece dobbiamo avere paura, sentiamo. “Temete piuttosto colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo”. Chi è questo personaggio pericoloso? Cerchiamo di identificarlo bene e anzitutto non cerchiamolo fuori di noi, perché è dentro di noi, è parte di noi stessi. È quella voce maligna che continuamente ti fa proposte contrarie a quelle di Dio. È quella voce che cerca di persuaderti che in fondo ciò che fanno tutti non è poi così male e cerca di scoraggiarti, ti propone scelte contrarie al Vangelo, scelte di compromesso, la sperimentiamo tutti. La presenza di questo serpente che ti spinge a fare ciò che ti piace, chiamalo come vuoi, maligno, serpente, diavolo, Satana, ma tienilo sotto controllo, perché Gesù ha detto che è l'unico che ti può rovinare la vita. Se gli dai retta quello ti porta nella Genna, conduce la tua vita nell'immondezzaio, di nessun altro devi avere paura.
Sentiamo adesso un'altra ragione per cui non dobbiamo avere paura.
“Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo sappia. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!” A questo punto Gesù introduce due immagini per esortarci a non avere paura. La prima, quella dei passeri. Due passeri non si vendono forse per un soldo? È curioso il fatto che Lucca, quando ci riferisce lo stesso esempio portato da Gesù, parla di cinque passeri venduti per due soldi? Chiaramente già a quel tempo c'era il tre per due.
Come mai Gesù impiega l'esempio dei passeri? Perché erano ritenute le creature più insignificanti? Nel trattato delle Berakot, le benedizioni della Mishna, ci sono le benedizioni per tutte le creature ma non c'è quella per i passeri? Perché nessuno l'avrebbe recitata? I contadini li odiavano? Qual è la paura che Gesù vuole affrontare qui? È quella che deriva dal fatto che a volte le scelte che facciamo non coinvolgono solo personalmente ma anche le persone che ci sono vicine, i familiari, che possono anche non concordare con le scelte che facciamo.
Per esempio, se uno vuole essere coerente con il Vangelo nella gestione dei beni e quindi quando ha il necessario il di più lo condivide con chi è nel bisogno, ma questa sua scelta coinvolge la sposa, i figli, che possono non concordare, possono dire dobbiamo assicurarci il futuro e qui comincia la paura che ciò che accumuliamo possa non bastare. Eccola la paura.
Oppure uno svolge una professione molto ben remunerata ma che lo costringe a scendere a compromessi con la coscienza. Se lui vuole essere coerente con il Vangelo deve cambiarla, debe abbandonarla e sceglierne una molto ben remunerata forse. Qui ne vanno di mezzo tutti i progetti familiari.
Oppure poniamo il caso drammatico di una gravidanza molto problematica. Chi si fida di Cristo deve essere pronto anche a fare cose eroiche, deve essere disposto a vedere sconvolti tutti i progetti di vita che aveva fatto e ha paura perché non sa se ce la farà. È proprio a queste paure che Gesù risponde esortando alla fiducia nel Padre del Cielo che accompagna la tua vita, non ti lascia solo, ti è sempre accanto, non ti promette che risolverà lui i tuoi problemi con qualche miracolo, no, non lo farà, i problemi li risolverai tu ma la forza stanne certo te la darà.
Ciò che ti promette è la pace, tu sarai sempre in pace con te stesso, in ogni momento tu udrai nel tuo intimo la voce dello Spirito che ti dice complimenti, hai fatto la scelta giusta, sei stato coerente con le tue convinzioni. Ecco, se Dio si prende cura perfino di un passero, la creatura senza valore, vuoi che non si prenda cura di te, qualunque cosa ti capiti sei nelle sue mani, fidati, non avere paura. È efficace poi il richiamo ai cappelli del capo di cui non conosciamo il numero, anche se li contiamo il mattino dopo il numero è già cambiato. Al Padre invece non sfugge nulla, neppure il numero dei nostri cappelli. Se lui si interessa anche dei cappelli del nostro capo, vuoi che non si prenda cura di un suo figlio?
E adesso Gesù conclude la sua esortazione con una promessa, sentiamola.
“Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”.
Ricordiamo che un giorno Gesù ha parlato di alcuni che si presentano da Lui convinti di essere riconosciuti come Suoi discepoli e Lui risponde io non so chi siete, non vi conosco. Ecco, qui Gesù vuole dirci che in alcuni discepoli Lui riconosce la propria persona, la propria immagine, in altri invece, anche se sono dei battezzati, Lui può non riconoscersi, se per esempio sono persone attaccate al denaro oppure gente che ricorre alla violenza, Lui proprio in queste persone non si riconosce anche se si ritengono Suoi discepoli. E badate bene, qui non sta parlando del giudizio finale, sta parlando di ciò che accade oggi, sta dicendo che in alcuni discepoli Lui riconosce la propria persona, discepoli che stanno agendo oggi in questo mondo, in altri invece Lui non si riconosce.
In chi si riconosce? In chi non ha paura di essere coerente con il Vangelo anche a costo di perdere amicizie, opportunità di fare carriera, anche a costo della vita. Non si riconosce invece in coloro che non riproducono davanti agli uomini la sua immagine e di fronte al Padre del Cielo Lui testimonia questa realtà.
In conclusione cos'è che ci sta dicendo Gesù? Ci sta dicendo, guardate, anch'io ho avuto tutte le paure che sperimentate voi e le ho vinte, vincetele anche voi se volete che io vi riconosca come miei discepoli.



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